Archivio per la categoria 'BalkanRock'

26
Nov
08

Yugoslav Punk ‘77-’82

Considerando gli scarsi ascolti di Balkan Rock (ogni domenica dalle 21 alle 24) su Radio Dissident, e il fatto che i contenuti multimediali su internet vengono fruiti principalmente “on demand”, ho deciso di fare delle playlist tematiche che uno può sentirsi quando vuole al di là dello stream domenicale, per conoscere o approffondire rock ex-jugoslavo…

Essendo particolarmente affezionato al genere, propongo per prima i13 gruppi punk jugoslavi in ordine sparso, alcuni leggendari come Pankrti, Sarlo Akrobata o Zabranjeno Pusenje, altri caduti nell’oblio come Mrtvi Kanal e Gola Jaja; tutti a modo loro pionieri del punk tardo real-socialista.

Ecco la PLAYLIST

13
Set
08

Balkan Electro 2.0

Balkan Rock prosegue con elettronica, industrial, ebm, dark wave ex/post jugoslava. Questa domenica potrete sentire:

Borghesia – mitica band electro/industrial slovena degli anni ottanta.

Margita je Mrtva - duo dark/elettronico di Nis.

Miladojka Youneed – tra new-wave e jazz-core,  sempre dalla Slovenia.

Oscilator – freelabel di Sarajevo, pubblica con licenze CC roba minimal-tecno, retrò-futurismo, elettronica grezza.

…e altro ancora.

Come ascoltarci?

06
Set
08

Bosnian Electro

Balkan RockTorna Balkan Rock, come di consueto ogni domenica sera dalle ore 21 su Radio Dissident. Per il momento si fa da parte rock classico, punk e new wave. Si va alla scoperta della scena elettronica, electro e industrial. La playlist di domani sarà dedicata ai gruppi e dj della free net-label Oscilator.net: sonorità retrò, electro-clash, minimal tecno etc. Un’etichetta nata nel 2003 a Sarajevo. Pubblica esclusivamente con licenze CC. Per ascoltare copiate questo URL nel vostro lettore. Oppure consultate la pagina Come ascoltarci?Buon ascolto.
03
Lug
08

Sospensione estiva di Balkan Rock

Balkan RockLe playlist tematiche di Balkan Rock che andavano in streaming su Radio Dissident negli ultimi mesi ogni domenica sera, verranno sospese nel mese di luglio e agosto. Oltre al calo dei già irrisori ascolti, tra l’altro comprensibile considerando la naturale propensione all’allontanamento dalle protesi tecnologiche in stagione calda, la rubrica verrà anche ripensata: una playlist è un po’ poco e generico per un ambito musicale così specifico, e nel nostro contesto direi di nicchia, a parte i soliti noti (Bregovic, No Smoking Band, Kultur Shock ecc.). L’idea è di tornare a fare delle trasmissioni condotte, magari registrate e mandate in differita, sperando che l’estate  porterà  qualche stimolo in più. In ogni caso gli aggiornamenti li troverete qui o sulla newsletter di Radio Dissident.

11
Giu
08

Saban Bajramovic: il re della canzone rom

Saban Bajramovic

SabanSaban Bajramovic, di etnia rom è nato a Nis, nel sud-est della Serbia. Durante la sua carriera ha inciso venti album e cinquanta singoli, scrivendo in tutto circa settecento canzoni. I suoi ammiratori lo descrivono come un grande cantante dalle straordinarie capacità, che canta direttamente dal cuore e dall’anima. La sua interpretazione della canzone “Djelem, djelem” è diventato l’inno dei rom in tutto il mondo.

Quando aveva dicianove anni, ha desertato la naja per amore. Per questo viene condannato a 3 anni nel super-carcere di Goli Otok. Dopo la sentenza ha dichiarato che nessuno lo può condannare tanto quanto lui può risistere, sfidando  il tribunale militare. Ha iniziato a cantare proprio durante la prigionia, riuscendo a fondare persino un’orchestra jazz all’interno del carcere. Suonavano le canzoni di Amstrong, Sinatra, Coltrane ma anche canzoni messicane. Sosteneva che il carcere per lui è stata una grande scuola di vita, e che chi non ci è mai stato non è del tutto un uomo, fondando su quella esperienza la sua filosofia di vita. Gli piaceva vantarsi di aver letto 20.000 libri, maggior parte dei quali su Goli Otok. Uscito dal carcere cerca di incidere il suo primo album ma non trova un’etichetta disponibile a produrlo, quindi sarà costretto a pubblicare i suoi album in Slovenia. Il gruppo che l’ha seguito per vent’anni si chiamava “Crna Mamba” (mamba nera ndt.)

Dietro l’invito personale di Nehru e Indira Gandi si esibisce in India dove viene proclamato “il rè della musica rom”. Un altro gruppo che lo seguirà nel corso degli anni novanta sarà “Mostar Sevdah Reunion” appunto di Mostar. Ha interpretato anche in alcuni film tra cui “Gatto Nero, Gatto Bianco” di Kusturica. Nel periodo del maggiore successo potrà permettersi una mercedes bianca che però perderà giocando d’azzardo. Malgrado numerosissimi album, e un pubblico appassionato quanto trasversale ma distante dalla spazzatura turbo-folk, Saban raggiungerà la vecchiaia povero e con gravi problemi di salute. Dopo alcune dichiarazioni in cui lamentava il fatto di non avere i soldi neanche per curarsi dopo aver dato l’anima al paese cantando per 40 anni il ministro per le politiche sociali Ljajic stanzia una somma per aiutarlo. Non è passato molto tempo quando 8 giugno 2008 è morto di infarto nell’ospedale di Nis a 73 anni.